21.7.17

Maria Maddalena

(Gv 20, 1-2.11-18)

La festa di Maria Maddalena è una delle mie preferite.

Perché secondo me, l’incontro di Maria con il Signore Risorto che abbiamo nel vangelo oggi parla bene della vita di preghiera cristiana.

Spesso ci mettiamo a pregare, e ci portiamo tutto, anche le nostre lacrime.

Ma in quel spazio misterioso della preghiera, non è facile riconoscere la presenza del Signore. Quale presenza o movimento spirituale che noi sperimentiamo durante il nostro tempo preghiera possiamo segnalare, dicendo in modo sicuro, questo è Dio, la sua presenza, la sua volontà?

È molto difficile. Anche se Dio è presente, e sappiamo bene che è presente, è ancora difficile riconoscerlo.

Quando Maria Maddalena vede il Signore Risorto, non lo riconosce come il Gesù che lei ha conosciuto prima. Ma poi lo riconosce bene. Quando? Quando Il Signore la chiama per nome. «Maria!»

È lo stesso per noi. Riconosciamo la presenza del Signore quando ci chiama per nome, e questo, semplicemente, è la nostra vocazione.

E quando abbiamo questi momenti, ogni tanto, del riconoscimento della presenza del Signore nella nostra vita di preghiera, la gioia è così grande che vogliamo afferrare questa presenza gioiosa e misteriosa. Ma Dio non ci permette. Come il Signore Risorto dice a Maria, «Non mi trattenere.»

Dio non è una 'cosa' come le altre cose, e rifiuta di essere un possesso. Proprio in questo senso, la preghiera è la prima scuola della povertà evangelica, perché la presenza che cerchiamo non permette che noi la afferriamo.

Entrare nella vita spirituale è il modo più forte di vivere senza nulla di proprio. (Regola bollata, I, 1)

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