7.1.17

Battesimo del Signore

(Battesimo del Signore, A)

Giovanni Battista predicava “il giudizio che stava per venire” e offriva un battesimo per il perdono dei peccati come segno di conversione.

Quando Gesù chiede questo battesimo, è facile per noi capire perché Giovanni, all’inizio, voleva impedirglielo.

Perché Gesù Cristo, in tutto simile a noi fuorché nel peccato, dovrebbe essere battezzato? Aveva bisogno, lui, di pentirsi?


Noi abbiamo bisogno di pentimento e guarigione, non il Signore!

Gesù riceve il battesimo di Giovanni non perché ha bisogno del perdono, ma perché noi ne abbiamo bisogno.

Nel suo battesimo Gesù entra nella nostra condizione spirituale; lui si unisce a noi peccatori.

È proprio per questo che celebriamo la festa del Battesimo del Signore come conclusione del tempo di Natale.

Nella sua nascita il Figlio di Dio entra nella nostra vulnerabilità e in tutto quel che consegue con le incertezze della nostra vita umana. Questo procedere di Dio che viene incontro alla nostra vulnerabilità e sofferenza culminerà nella Passione di Gesù Cristo e sulla Croce quando Gesù affronterà la sofferenza più terribile della nostra condizione, quella di sentirsi abbandonato da Dio. “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.

Il Signore ci viene incontro proprio nella sofferenza che carichiamo su noi stessi e sugli altri con i nostri peccati.

Davvero ci inganniamo se immaginiamo che Dio non ci voglia bene, anche in tutta la nostra confusione e attaccamento ai nostri peccati!

È ciò che accade nel battesimo di Gesù. Sono io il peccatore, non Gesù!  Nel suo battesimo, Gesù, senza peccato, con la sua umanità, si unisce alla mia umanità di peccatore.

Il messaggio della festa che oggi celebriamo è proprio questo: Dio ci viene incontro nella nostra condizione di peccatori che hanno bisogno di guarigione.

Ed è proprio quando ci rendiamo conto di come, a causa del peccato, si divenga tristi, depressi e stanchi, che Dio ci viene incontro in Gesù Cristo!

Pensiamo a questo, mentre recitiamo la preghiera prima della Santa Comunione, e con il centurione del vangelo di San Matteo, diciamo: “O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una parola e io sarò salvato”. Questo è il percorso per incontrarsi con Dio.

E quando ci rivolgiamo a Dio chiedendogli: “dì soltanto una parola”, ci rallegra il fatto che questa Parola è stata già pronunciata!  Quella Parola è proprio il Verbo fatto carne nella nascita di Gesù Cristo.

Lui è la Parola con cui Dio parla al mondo, dicendoci che viene a incontrarci, dovunque ci troviamo, proprio nella nostra debolezza, fragilità, tristezza, e ansietà. E nella umanità divina di Gesù Cristo, Dio viene per unirci alla sua Vita Beata, per farci giungere alla pace e alla guarigione. Questo messaggio è la Parola del Dio umile di Natale.

Questo è il Dio, il nostro Signore Gesù Cristo, che chiede il battesimo, entrando così nel nostro bisogno di pentirci, perché lui stesso, dall’interno della nostra umanità, ci guarisca e ci risusciti per mezzo della misericordia divina della sua presenza.

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