17.12.16

Salvezza Fatta Carne

IV Avvento, A

Bene, cari fratelli e sorelle, la quarta Domenica di Avvento. Vuol dire che ci avviciniamo alla solennità di Natale, la celebrazione della nascita del nostro Salvatore Gesù Cristo, il Verbo fatto carne.

O meglio, potremmo dire che il mistero della nostra salvezza in Gesù Cristo si avvicina a noi.


Parliamo dell’incarnazione di Dio, il Verbo di Dio che si è fatto uomo. Ma cosa vuol dire Verbo di Dio? Certo, la seconda persona della Santa Trinità, come diciamo, ma cosa significa che la nostra salvezza viene come questo Verbo fatto carne?

Ricordiamoci che la parola di Dio, il parlare di Dio, è efficace. Pensiamo al racconto della creazione del mondo all’inizio della Bibbia nel libro della Genesi. Come va?

«Dio disse: Sia la luce! E la luce fu.»

Ecc. Dio disse, ci siano! E tutte le cose furono fatte. Quando Dio parla, ciò che dice succede, quanto Dio pronuncia è creato.

Secondo me, è proprio in questo senso che possiamo apprezzare il messaggio dell’angelo a San Giuseppe che abbiamo nel Vangelo di questa ultima Domenica di Avvento:

«lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Il nome Gesù significa Dio salva. Dunque, quando il Verbo di Dio si fa uomo, e questa vita umana (che è, allo stesso tempo, la seconda persona della Santa Trinità, il Verbo efficace di Dio) porta il nome Gesù, tutto questo vuol dire che la nostra salvezza è apparsa.

La nascita di Gesù Cristo, come l’incarnazione del Verbo di Dio, significa che Dio si è fatto il nostro salvatore, proprio perché Dio ha pronunciato e proclamato al mondo che Lui sta per salvarci nel questo Gesù, questo Dio salva.

Così Dio dichiara nel profeta Isaia:

«così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l'ho mandata.» (55, 11)

È proprio tutto questo che è la nostra gioia di Natale, come ascolteremo nella Santa Messa durante quella notte dalla lettera di San Paolo a Tito, «è apparsa la grazia di Dio.»

Questa grazia è il desiderio di Dio per la nostra salvezza, e come Dio dice nel profeta Isaia, il suo desiderio non ritornerà senza effetto, ma compirà ciò per cui è stato mandato.

Quindi, rallegriamoci nella gioia di Natale, perché la nascita di Gesù – come Giosuè nel Antico Testamento, che portava più o meno lo stesso nome, ha portato il Popolo di Dio attraverso il Giordano per prendere possesso della Terra Promessa – Gesù Cristo, quel Verbo Divino Dio Salva, pronunciato e fatto uomo, il nostro «Dio con noi» e Dio per noi, ci porta dall’oscurità dell’errore e dalla tristezza del peccato a la nuova vita della speranza e della carità.

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