15.10.16

Pregare Sempre

XXIX Domenica, C

Oggi Gesù ci offre una parabola «sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai.»

Si tratta di una vedova insistente e di un giudice ingiusto. Ma facciamo attenzione! Il senso della parabola non è che Dio è come il giudice ingiusto e dunque noi dobbiamo disturbarlo con le nostre preghiera come la vedova!

Il vero senso della parabola sta nel dire che, se la vedova, nella sua insistenza, ha ricevuto un buon giudizio da un ingiusto, quanto più riceveremo noi la grazia dello Spirito Santo da un Giudice infinitamente buono e misericordioso come è Dio, nostro Padre, in cielo!

E, anche se Dio è sempre pronto a donare la sua Grazia e il suo Spirito a coloro che gli chiedono in umiltà e fervore, la nostra perseveranza nella preghiera, il nostro pregare senza stancarsi mai, come dice il vangelo, ha un grande valore. Perché?


Cerchiamo una risposta nella prima lettura.

Come sappiamo, nelle domeniche del Tempo Ordinario, la prima lettura presa dall’Antico Testamento e il Vangelo vanno insieme, e le due letture, nel loro insieme, ci aiutano a capirle bene.

Mosè e gli Israeliti si trovano in guerra. Il libro dell’Èsodo ci racconta come:

«Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk».

Anche la nostra vita spirituale è una battaglia. Non è una guerra contro un nemico terreno, come l’Amalèk degli Israeliti, ma contro i nostri peccati, il nostro egoismo, e tutte le cose che ci impediscono nell’abbandonarci totalmente nelle mani di Dio, alla volontà di Dio.

Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva. Anche nella nostra battaglia spirituale, quando le mani del nostro cuore sono alzate in preghiera, noi prevaliamo. Proprio da questo viene la necessità di pregare sempre, perché, come le mani di Mosè, quando lasciamo cadere la veglia della nostra preghiera, il nemico inizierà a prevalere.

Ma anche il grande Mosè si è stancato. La scrittura dice che «Mosè sentiva pesare le mani». È lo stesso per noi; tutti noi ci troviamo stanchi qualche volta e non è possibile pregare tutto il giorno in ogni singolo momento.

Annotiamo, ora, quel che fanno i compagni di Mosè, Aronne e Cur.

Loro prendono una pietra perché Mosè si sieda. Sostengono le sue mani, perché Mosè le tenga alzate. Dunque con l’aiuto dei suoi compagni, Mosè continua a pregare, sempre, senza stancarsi mai, come dice il Vangelo, e… Israele vinse la battaglia.

Anche noi possiamo offrirci vicendevolmente questo aiuto.

Tutti noi abbiamo pregato per qualcuno, e qualche volta abbiamo fatto la domanda: “Per favore, prega per me”. Di solito il senso di queste preghiere sta nel chiedere qualche grazia per qualcun altro.

Ma esiste anche un altro senso. Possiamo pregare gli uni per gli altri, proprio come i compagni di Mosè, come un sostegno alla preghiera dell’altro.

Io non posso pregare sempre… sempre, in tutti i momenti; ma se tu preghi per me, nel senso di pregare al mio posto, e se io prego per te, quando tu non puoi pregare, noi, nel nostro insieme, possiamo entrambi compiere il comando di Gesù di pregare sempre.

Quindi, preghiamo gli uni per gli altri, perché, come la Chiesa, possiamo pregare sempre, senza stancarci mai; e Dio, il Giudice giusto e il Padre della misericordia, ci darà ogni grazia e benedizione nelle nostre battaglie spirituali.

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