30.4.16

Verso la Pentecoste

VI Pasqua, C

C’e un movimento, un processo in questo tempo pasquale. All’inizio, c’e solo l’annuncio: Il Signore è risorto. E questa affermazione contiene tutta la buona novella della nostra fede cristiana.


Poi, pian piano, il tempo pasquale inizia a invitarci a approfondire e sviluppare il contenuto di questo cuore del vangelo, cioè l’annuncio pasquale che il Signore è risorto. Con una pedagogia spirituale e graduale, siamo invitati a riflettere su come il Signore risorto si fa presente tra noi.

Per esempio, durante il tempo pasquale riflettiamo sui sacramenti e li celebriamo in modo speciale, perché i sacramenti sono la presenza del Signore Gesù in mezzo al suo popolo. Ci ricordiamo che i sacramenti più importanti, il battesimo e l’eucaristia, vengono a noi nell’acqua e nel sangue che scaturiscono dal costato di Gesù crocifisso.

Questo movimento, questo approfondimento pasquale della nostra conoscenza della presenza del Signore risorto tra noi raggiunge la sua culminazione nella festa di Pentecoste quando celebriamo il dono dello Spirito Santo, una solennità che celebriamo proprio come festa pasquale, perché lo Spirito Santo è la presenza duratura del Signore risorto tra noi, come il principio che anima il Corpo di Cristo mistico che è la Chiesa nel suo pellegrinaggio attraverso la storia.

Quindi, Gesù, nei brani del vangelo che leggiamo in questi giorni, inizia a parlarci del dono dello Spirito Santo. Oggi abbiamo ascoltato Gesù dicendo,

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.»

Questo prendere dimora è l’azione dello Spirito Santo e il frutto gioioso di questo tempo pasquale. Dio stesso, lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio, vuole vivere nelle nostre vite e nei nostri cuori. Questa salvezza e benedizione è il frutto dell’umiltà di Dio nell’incarnazione del Figlio nella vita storica di Gesù. Dio si è unito alla nostra umanità in Gesù Cristo, perché noi possiamo unirci alla stessa vita divina e diventassimo veri figli di Dio.

Quindi, cerchiamo di accogliere questa grazia pasquale. Cerchiamo di lasciare che lo Spirito Santo prenda dimora in noi. Facciamo spazio per accoglierlo. Tale spazio potrebbe essere la calma della preghiera o l’apertura della misericordia verso un altro.

Come dice San Francesco, i fratelli «facciano attenzione che ciò che devono desiderare sopra ogni cosa è di avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione.» Questa santa operazione è la volontà, il desiderio ardente di Dio di prendere dimora nella nostra umanità come Spirito Santo. Accogliamo con gioia questa grazia pasquale, questa grazia della Pentecoste.

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