17.12.16

Salvezza Fatta Carne

IV Avvento, A

Bene, cari fratelli e sorelle, la quarta Domenica di Avvento. Vuol dire che ci avviciniamo alla solennità di Natale, la celebrazione della nascita del nostro Salvatore Gesù Cristo, il Verbo fatto carne.

O meglio, potremmo dire che il mistero della nostra salvezza in Gesù Cristo si avvicina a noi.

26.11.16

Hai Un Nuovo Messaggio

1 Avvento, A

Facciamo una cosa. Diciamo che dopo la Santa Messa oggi, il telefonino fa un squillo. C’è un nuovo messaggio nella segreteria telefonica. Bene, lo ascoltiamo. Il messaggio dice così:

Buongiorno. Sono il tuo Signore Gesù Cristo. In questi giorni sono a Roma e ho pensato di venire a trovarti a casa. Vorrei parlarti di qualche cosa. Va bene un giorno di questa settimana? Grazie. A presto!

1.11.16

La Cattolicità

(Commemorazione dei fedeli defunti)

Ieri e oggi, in qualche modo, celebriamo la cattolicità della Chiesa. Come sappiamo, cattolico, come aggettivo, vuol dire generale o universale. E la Chiesa cattolica è universale in modo per eccellenza nel suo abbracciare il tempo e anche l’eternità, il cielo e la terra.

Ieri, nella solennità di Tutti i Santi, noi, la Chiesa pellegrina nel tempo – nel vecchio linguaggio la Chiesa militante – abbiamo celebrato la Chiesa in cielo, coloro che hanno compiuto il nostro comune cammino verso Dio e adesso compongono la Chiesa trionfante.

Oggi, invece, la Commemorazione di tutti i fedeli defunti, preghiamo per le anime cristiane che si trovano fra queste due realtà della Chiesa pellegrina nel tempo e la Chiesa trionfante in cielo, coloro che hanno lasciato questa vita non sono ancora giunti alla piena vita beata della visione celeste di Dio.

Dunque, pregare per i defunti vuol dire parlare di Purgatorio. E la dottrina di Purgatorio non è qualcosa di scuro o spaventoso, perché la dottrina di Purgatorio è una espressione della misericordia di Dio.

La dottrina di Purgatorio dice che anche se non riusciamo a abbandonarci alla piena volontà di Dio e diventare santi in questa vita, anche se arriviamo al momento della morte senza aver risposto pienamente alla nostra vocazione alla santità, Dio stesso fornisce un tempo, un processo – non sappiamo come funziona – per purificarci e aiutarci a continuare il nostro cammino della santificazione fino al momento in cui saremo pronti per la vita beata dei santi.

15.10.16

Pregare Sempre

XXIX Domenica, C

Oggi Gesù ci offre una parabola «sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai.»

Si tratta di una vedova insistente e di un giudice ingiusto. Ma facciamo attenzione! Il senso della parabola non è che Dio è come il giudice ingiusto e dunque noi dobbiamo disturbarlo con le nostre preghiera come la vedova!

Il vero senso della parabola sta nel dire che, se la vedova, nella sua insistenza, ha ricevuto un buon giudizio da un ingiusto, quanto più riceveremo noi la grazia dello Spirito Santo da un Giudice infinitamente buono e misericordioso come è Dio, nostro Padre, in cielo!

E, anche se Dio è sempre pronto a donare la sua Grazia e il suo Spirito a coloro che gli chiedono in umiltà e fervore, la nostra perseveranza nella preghiera, il nostro pregare senza stancarsi mai, come dice il vangelo, ha un grande valore. Perché?

14.7.16

San Bonaventura

Dopo il suo racconto delle stimmate di San Francesco, San Bonaventura continua così:

Si compì, intanto, il numero dei quaranta giorni che egli aveva stabilito di trascorrere nella solitudine e sopravenne anche la solennità dell’arcangelo Michele. Perciò l’uomo angelico Francesco discese dal monte e portava con sé l’effigie del Crocifisso, raffigurata non su tavole di pietra o di legno dalla mano di un artefice, ma disegnata nella sua carne dal dito del Dio vivente.

Con la discesa dal monte con qualcosa di superiore alle tavole di pietra, il paragone con Mosè è chiaro, e per questo anche la dottrina del Dottore Serafico. Come Mosè discese dal monte con i Comandamenti che guidavano il Popolo di Dio, così Francesco, discendendo dal monte con il corpo segnato dalla crocifissione del Signore, ci mostra che l’anima francescana viene guidata dal Cristo crocifisso.

Infatti, il Lignum vitae di San Bonaventura inizia così:

Il vero veneratore di Dio e discepolo di Cristo, che desidera conformarsi al Salvatore di tutti che fu crocifisso per lui, deve impegnarsi, con grande sforzo di mente, a portare la croce di Gesù Cristo, sia nella mente che nella carne.

Proprio in questo senso possiamo capire l’affermazione di San Bonaventura nell’Itinerarium mentis in Deum quando dice:

via autem non est nisi per ardentissimum amorem crucifixi. 

«Non c’e via se non attraverso l’amore ardente del Crocifisso.»

Come francescani, seguiamo un amore, ma un amore crocifisso che si è fatto la via.

9.7.16

nell'abbraccio del Crocifisso

Papa Benedetto XVI su Santa Veronica Giuliani:
Veronica si rivela, in particolare, una testimone coraggiosa della bellezza e della potenza dell’Amore divino, che la attira, la pervade, la infuoca. È l’Amore crocifisso che si è impresso nella sua carne, come in quella di san Francesco d’Assisi, con le stimmate di Gesù. “Mia sposa - mi sussurra il Cristo crocifisso - mi sono care le penitenze che fai per coloro che sono in mia disgrazia … Poi, staccando un braccio dalla croce, mi fece cenno che mi accostassi al Suo costato ... E mi trovai tra le braccia del Crocifisso. Quello che provai in quel punto non posso raccontarlo: avrei voluto star sempre nel Suo santissimo costato” (ibid., I, 37). E’ anche un’immagine del suo cammino spirituale, della sua vita interiore: stare nell’abbraccio del Crocifisso e così stare nell’amore di Cristo per gli altri. Anche con la Vergine Maria Veronica vive una relazione di profonda intimità, testimoniata dalle parole che si sente dire un giorno dalla Madonna e che riporta nel suo Diario: “Io ti feci riposare nel mio seno, avesti l’unione con l’anima mia, e da essa fosti come in volo portata davanti a Dio” (IV, 901).
(udienza generale di 15 dicembre 2010)

25.6.16

Verso Gerusalemme

XIII Domenica, C
(Lc 9, 51-62)

Per apprezzare bene il vangelo che abbiamo oggi, è utile ricordarci un po’ il vangelo della Domenica scorsa, quando abbiamo udito come Gesù ha domandato agli discepoli:

«Ma voi, chi dite che io sia?»

4.6.16

Cuore Immacolato di Maria

«Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.» (Luca 2,51)

Il cuore di Maria custodisce tutti i misteri della vita di Gesù Cristo. E non solo gli aspetti della sua vita che noi conosciamo bene, come la sua nascita in Betlemme e la sua passione e morte sulla croce, ma anche quelli che non possiamo conoscere: come era Gesù da ragazzino oppure come era lavorando con San Giuseppe, tutta la quotidianità di una vita vissuta con il Figlio di Dio.

Infatti, se ne pensiamo, ci rendiamo conto che Maria conosce Gesù meglio di qualsiasi altra persona. Questo fa parte del motivo per rivolgersi a Maria nel nostro cercare Gesù. Lei conosce meglio colui che noi cerchiamo and desideriamo seguire.

Preghiamo oggi il Cuore Immacolato di Maria. Lei ottenga per noi la grazia di conoscere bene il mistero del Figlio di Dio fatto uomo, e ci insegni a custodire la presenza di Gesù anche nei nostri cuori.

30.4.16

Verso la Pentecoste

VI Pasqua, C

C’e un movimento, un processo in questo tempo pasquale. All’inizio, c’e solo l’annuncio: Il Signore è risorto. E questa affermazione contiene tutta la buona novella della nostra fede cristiana.

27.2.16

La Conversione

Il vangelo dice del figlio smarrito che «ritornò in sé» (Lc 15,17).

Ecco un compito della conversione: tornare in sé per scoprire il nostro proprio io, la persona vera che è creata da Dio, e lasciar perdere i personaggi creati da noi e sui quali insistiamo nelle nostre paure e nei nostri peccati.

30.1.16

Popolo Eletto

IV Domenica, C

In queste prime domeniche del Tempo Ordinario, ci troviamo ancora all’inizio del ministero pubblico di Gesù. È l’inizio, specialmente in San Luca, ci presenta qualche traccia della missione intera di Gesù Cristo.