16.5.15

Ascensione

Ascensione del Signore, B

Buona festa, cari fratelli e sorelle. Buona festa dell’Ascensione del Signore. Papa San Leone Magno descrive la nostra gioia quando dice che «oggi infatti ricordiamo e celebriamo il giorno in cui la nostra povera natura è stata elevata in Cristo fino al trono di Dio Padre.»

Si, Gesù Cristo ha preso la nostra umanità, e, nella sua Ascensione, l’ha messo accanto a Dio Padre nel cielo. Questo significa che, nella nostra comunione con il corpo di Cristo, qui nell’Eucaristia, siamo già seduti nel cielo, e, in qualche senso, il nostro ultimo destino è già compiuto. Adesso possiamo gioire perché la nostra morte nel corpo, quando viene, sarà soltanto una continuazione della comunione con Cristo che celebriamo qui nella Santa Messa.

Infatti, noi viviamo proprio fra due grandi momenti nella storia del mondo, fra la risurrezione e ascensione del Signore, e la sua venuta alla fine dei tempi. E lui stesso ci dice che non spetta a noi conoscere «tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere.» Invece, il Signore Risorto ci promette che riceviamo «la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra.»

La nostra era, questo periodo fra l’Ascensione del Signore e la sua venuta in gloria, è segnata dalla presenza e la guida dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo ha concepito ognuno di noi come cristiano nel giorno del nostro battesimo, e lo stesso Spirito suscita in noi i doni perché viviamo, come ci esorta San Paolo oggi, «in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.» Si, così vivendo nell’umiltà, sopportandoci a vicenda nell’amore, noi, come membri del corpo mistico di Cristo, raggiungeremo, come continua San Paolo, alla «misura della pienezza di Cristo.»

Preghiamo che lo Spirito Santo continui a ispirare in noi questo vivere in umiltà e magnanimità, perché la nostra vita in questo modo sia una proclamazione di Cristo, e così noi daremo compimento al comandamento del Signore Risorto di proclamare il Vangelo «a ogni creatura.»

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