4.4.15

Credere Per Vedere

Domenica di Pasqua

Buona Pasqua, cari fratelli e sorelle. Che la nuova vita della risurrezione zampilli con la sua freschezza in tutte le nostra attività e relazioni oggi e per sempre.

Nella nostra prima lettura oggi abbiamo il discorso di San Pietro nella casa di Cornelio. Pietro proclama con coraggio come Dio aveva unto Gesù di Nazaret con lo Spirito Santo e potenza, e come Gesù «passò beneficando e risanando tutti.»

Pietro? Davvero? Questo è lo stesso Pietro che abbiamo sentito due giorni fa, il Venerdì Santo, quando ha negato che conosceva Gesù, non una, ma tre volte?

Eppure eccolo, in una casa di un ufficiale dell’esercito romano, proclamando che questo stesso Gesù è il giudice nominato da Dio, per mezzo del quale riceviamo il perdono dei peccati nel suo nome. Questa è una vera trasformazione! Lo stesso uomo che ha negato che lui conosceva Gesù, non una, ma tre volte, ora proclama la fede in Gesù Cristo per la remissione dei peccati.

Questa trasformazione, questo cambiamento da essere qualcuno dominato dalla paura a qualcuno che predica il nome di Gesù con coraggio e fede e convinzione, questa, cari fratelli e sorelle, è la trasformazione che chiamiamo la Resurrezione.

Ricordiamo la nostra seconda lettura oggi, dalla lettera ai Colossesi, in cui abbiamo sentito che siamo «risorti con Cristo» e che possiamo ora cercare «le cose di lassù».

Noi siamo il corpo di Cristo, la Chiesa. E il corpo di Cristo è risuscitato dai morti nella Risurrezione. È noi che formiamo il corpo di Cristo risorto nel mondo e nella storia. Il nostro comune battesimo nella morte di Cristo è stata celebrata dalle chiese di Dio più chiaramente ieri sera nella Veglia Pasquale. Permettendo a noi stessi di essere battezzati nella passione e morte di Cristo, gli permettiamo di prendere tutte le nostre paure, tutto il nostro dolore, e tutti i nostri peccati a morire con lui sulla croce.

Si dicono, ‘vedere per credere.’ Ma, cari fratelli e sorelle, nel caso della risurrezione è il contrario: credere per vedere. Dobbiamo credere se vogliamo vedere Gesù Cristo risuscitato dai morti, il Signore risorto che è con noi sempre.

Consideriamo il bellissimo Vangelo che abbiamo ascoltato in questa mattina di Pasqua. Dopo Maria Maddalena scopre che la tomba di Gesù era vuota, Pietro e il Discepolo Amato vengono a vedere cosa è successo. Il Discepolo Amato entra nella tomba, e l’evangelista ci dice che, «vide e credette».

Vide e credette. Ma se ne pensiamo, lui non ha visto nulla. Quello che ha visto era un’assenza. Ha visto una tomba vuota. Cosa credeva era ciò che il Signore aveva detto durante la sua vita terrena—che lui avrebbe risuscitato—e questo ha permesso il Discepolo Amato di vedere attraverso la tomba vuota alla Risurrezione e anche che la Risurrezione vuol dire che la sofferenza e la morte non poteva trattenere il Figlio di Dio.

Oggi, questa Domenica di Pasqua, anche noi siamo i testimoni scelti da Dio. Siamo scelti da Dio per avere il potere di vedere attraverso tutte le difficoltà di questo mondo alla nuova vita e speranza che è la Risurrezione del Signore.

Così rallegriamoci nella nostra vocazione divina! Crediamo in Gesù Cristo risorto dai morti. E vediamo in ogni pezzo di speranza il potenza rinnovatrice della Resurrezione.

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