31.1.15

Il Profeta come Mosè

IV Domenica, B

Abbiamo ascoltato nella prima lettura Mosè dando una grande promessa al popolo di Israele. Lui dice: «Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.» Infatti, questo ‘profeta come Mosè’ è una delle più grande promesse dell’Antico Testamento.

E noi, come Cristiani, sappiamo bene che questo profeta promesso è Gesù Cristo. Gesù è il compimento della promessa di Mosè al popolo di Israele. E se Gesù è il profeta pari a Mosè, la figura di Mosè può aiutarci a comprendere chi è Gesù Cristo per noi. Infatti, vediamo che Gesù Cristo fa le stesse cose che Mosè ha fatto come leader del Popolo di Dio, ma in un modo più grande e più universale.

Per esempio, leggiamo nel libro di Esodo come Mosè è salito al monte Sinai per ricevere i Comandamenti, il cuore della Legge del popolo di Israele. Nel Vangelo di Matteo, leggiamo l’inizio del quinto capitolo: «Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo.» Il «Discorso della Montagna» segue con l’insegnamento di Gesù che forma il cuore dell’etica cristiana.

Ma il ruolo più importante che Mosè ha svolto e che lui ha fatto leader del Popolo di Israele nel passaggio dalla schiavitù di Egitto alla frontiera della Terra Promessa. Nello stesso modo, Gesù fa leader per noi nel passaggio dalla morte – la morte che i nostri primi genitori hanno guadagnato per noi con il loro peccato – alla benedizione della nuova vita della risurrezione.

Nella sua Passione, Gesù prende la nostra umanità – l’umanità che lui ha preso in prestito da noi attraverso il consenso della Vergine Maria – e lui attira a sé tutta la sofferenza e la miseria che noi abbiamo guadagnato per noi stessi con i nostri peccati. Finalmente, ha conosciuto la nostra morte. Ma come Figlio di Dio la morte non poteva tenerlo. E poi lui è risorto, facendo un cammino per la nostra umanità dalla morte alla nuova vita della Risurrezione. E questo cammino è aperto per tutti noi per mezzo del nostro battesimo, nostra fede, e la comunione con Gesù Cristo – Dio e uomo – che riceviamo qui nell’eucaristia.

Ma questo passaggio dalla morte alla vita nuova che Gesù ha inaugurato per la nostra umanità, non è soltanto qualcosa del nostro futuro, del nostro ultimo destino nel Regno di Dio che verrà. La nuova vita della Risurrezione è qualcosa dell’eternità e per questo è con noi proprio adesso. Possiamo conoscere, in questa vita, la potenza che scorre dalla Risurrezione di Gesù Cristo. Proprio questo abbiamo visto nel Vangelo oggi, dove Gesù fa tacere e fa uscire i spiriti impuri. Ancora oggi tutti i spiriti impuri e le malattie spirituali obbediranno Gesù, se noi rivolgiamo a lui con una preghiera sincera.

Dunque, preghiamo Gesù, nella nostra santa comunione oggi, di venire da noi con il potere della sua Risurrezione, per liberarci da tutti i spiriti impuri e da tutte le cose che impediscono la nostra unione con Dio.

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