9.8.14

Camminando Sulle Acque

(XIX Domenica, A)

Non è facile vivere da cristiano. Basta pensare di nostri fratelli e sorelle in Iraq che stanno soffrendo persecuzione in questi giorni. Dobbiamo pregare per loro. Ma anche per noi il mondo non è molto amico di una persona che vuole essere fedele a Dio!

Qualche volta ci troviamo, nelle nostre vite personale e anche come chiesa, come la barca nel vangelo oggi, agitata dalle onde e del vento. Ma la buona notizia per noi oggi è che Gesù viene, camminando in mezzo alle onde di questo mondo, per darci la capacità di fare lo stesso.

In Gesù, Dio vuole condividere con noi la sua libertà perché siamo liberi dal peccato e da ansietà. Ma dobbiamo chiedere questa grazia! Dobbiamo dire a Gesù, con Pietro, «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque.» Questa e la nostra vita di preghiera; chiedere da Dio la forza necessaria, ogni giorno, per camminare sulle acque pericolose di questo mondo, e anche dei nostri propri cuori.

Qualche volta, con l’aiuto di grazia,  riusciamo a camminare sulle acque. Ma anche qualche volta abbiamo paura e come Pietro cominciamo ad affondare. Quando questo succede, basta dire, anche con Pietro, «Signore, salvami!» Subito Gesù stenderà la mano per afferrarci.

Questo è proprio ciò che accade qui nella Santa Messa. Noi preghiamo e poi Gesù viene in mezzo a noi nel suo corpo e nel suo sangue. La santa comunione è la mano di Gesù stesa a noi per renderci saldi sulle acque di nostre vite e di questo mondo.

Riceviamo pertanto la santa comunione con devozione e accogliamo con gioia la grazia di camminare in modo sereno in mezzo alle difficoltà e le persecuzioni di questo mondo.