24.12.14

In Nativitate Domini: Ad Missam In Die

Tutti hanno bisogno di un modo per esprimere se stessi. Può essere la musica o l’arte o un hobby, o semplicemente un luogo o un momento durante le nostre giornate in cui siamo in grado di rilassarci ed essere noi stessi.

Abbiamo bisogno di esprimere noi stessi, per essere pienamente vivi.
Dio non fa eccezione.

Mi piace suggerirvi che, nella solennità della Natività del Signore, noi celebriamo la festa di Dio che esprime se stesso.

Dio è “bontà così buona e amore così amorevole”, che … trabocca!

Dio trabocca nell’espressione di sé che chiamiamo “il Verbo di Dio”, il Verbo che Dio “pronuncia” prima dell’inizio del tempo. Come dice San Giovanni, «In principio era il Verbo».

Da principio, Dio è un Dio di traboccante comunicazione!

Nella storia della creazione, ascoltiamo come Dio abbia creato il mondo attraverso il suo Verbo.
All’inizio Dio disse «Sia la luce», e così è avvenuto. Dio ha parlato, e il potere divino del suo Verbo ha fatto “accadere”. Apprezziamo sempre, dunque, la creazione intorno a noi, perché è la traboccante espressione di sé della bontà di Dio.

Ora, nella pienezza dei tempi, Dio esprime se stesso “nascendo” come uno di noi.
Abbiamo appena ascoltato nel prologo del Vangelo di Giovanni: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.»

Quando ci innamoriamo di qualcuno, nulla di più vogliamo, che essere accanto a chi amiamo.
E quale potrebbe essere il segno più grande dell’amore di Dio, se non l’ avvicinarsi a noi come uno di noi?

Infatti, miei amici, l’Incarnazione del Verbo di Dio, l’apparire sulla terra del Figlio di Dio, Gesù Cristo, sono la rivelazione di Dio perennemente innamorato dell’umanità da Lui creata.

17.12.14

Rinati

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». (Mt 1,18-21)
Nelle parole dell’angelo, tutto il Vangelo è rivelato a San Giuseppe: per opera dello Spirito Santo, è concepito un Salvatore, Gesù.

Con la stessa azione lo stesso Spirito ci concepisce come cristiani, nelle parole di San Paolo, «perché ricevessimo l'adozione a figli.» (Galati 4,5)

Come diceva Papa San Leone Magno nell’Ufficio delle letture di 17 dicembre, «in virtù dello stesso Spirito da cui fu generato e nacque Cristo, anche noi, che siamo nati dalla concupiscenza della carne, nascessimo di nuovo di nascita spirituale.»

Rallegriamoci in questi giorni perché la nostra rinascita è vicina.

8.12.14

Immacolata Concezione

Mi piace tanto questa festa, perché, secondo me, l’Immacolata Concezione è una celebrazione davvero escatologica.

Cerco di spiegarmi con le mie poche parole di Italiano.

Forse possiamo domandarci come è possibile che la Vergine Maria godeva la salvezza che viene dalla Risurrezione di Cristo prima della stessa Risurrezione.

Questa domanda ci fa entrare nella verità: la dottrina dell’Immacolata Concezione ci mostra che la grazia e la salvezza della Risurrezione non è qualcosa storica, ma qualcosa di eternità. Infatti, la novità della Risurrezione e che, in Cristo Risorto, un evento che appartiene alla fine della storia e alla fine del mondo si è fatto un evento in mezzo alla storia umana. La Risurrezione è la rivelazione del nostro destino eterno, rivelato in tempo per la nostra speranza e per attirarci a Dio.

Con un privilegio speciale, la Vergine Maria gode di questa grazia, di questo destino, fin dal primo istante del suo concepimento e per questo, lei diventa per il mondo l’aurora della salvezza che sarà compiuta in Cristo Risorto. Celebriamo oggi quest’aurora della nostra salvezza, la rivelazione occulta della Risurrezione nell’Immacolata Concezione della Vergine Maria.

8.11.14

Dedicazione Della Basilica Lateranense

Nella colletta di questa santa messa, così abbiamo pregato: «O Padre, che prepari il tempio della tua gloria, con pietre vive e scelte».

Per comprendere bene questa preghiera, dobbiamo anzitutto domandarci che cosa sia un tempio.

Un tempio è il luogo dove si fa sacrificio a Dio.

Per noi cristiani, il nostro tempio è anzitutto il corpo del nostro Signore Gesù Cristo, perché proprio nella sua umanità divina Lui ha reso il sacrificio perfetto sulla croce, il sacrificio che ci salva: sorgente di ogni grazia per noi.

Questo impariamo del Vangelo oggi, quando dice: « Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.»

Quando ci domandiamo che cosa sia un tempio per noi, dobbiamo ricordarci anche le parole che San Paolo rivolge ai Corinzi: «Non sapete che siete tempio di Dio?» Sì, noi stessi, nei nostri corpi, siamo templi, perché nella santa comunione, accogliamo nel nostro corpo, il sacrificio di Gesù Cristo.

Davvero il Corpo di Cristo che riceviamo qui nella Santa Messa è il Corpo di Cristo spezzato e sacrificato! E noi, ospitandolo, formiamo una dimora, a questo sacrificio, nel nostro corpo.

Facciamo, dunque, un posto per il sacrificio di Cristo nella nostra vita! È per questo che noi siamo tempio di Dio, perché attraverso la fede, la preghiera, e specialmente i sacramenti, diventiamo dimora sulla terra al sacrificio perfetto di Cristo.

In questo senso siamo le «pietre vive e scelte» del tempio di Dio. È volontà di Dio impiegarci come pietre per edificare la Chiesa. Siamo pietre scelte nel senso di vocazioni particolari che Dio dà a ognuno di noi. Ciascuno di noi è una creazione unica e irripetibile.

Siccome, «la grazia perfeziona la natura» - come dice San Tommaso d’Aquino -, nelle nostre vocazioni battesimali portiamo una grazia che è anche unica e irripetibile.

Con queste grazie, insieme ai sacrifici nostri che Cristo fa in noi, veniamo edificati nel grande tempio del Signore, la Chiesa.

Attraverso la santa comunione che godiamo con Cristo, tutti i piccoli sacrifici delle nostre vite e le nostre vocazioni fanno parte del sacrificio di Cristo, giovano per la salvezza del mondo, e ci edificano come Chiesa di Dio.

Per questo, riceviamo la santa comunione con gioia e diventiamo di nuovo il tempio del Dio vivente.

17.10.14

San Luca

Le parole di San Luca accompagnano la Chiesa dall’inizio alla fine di ogni giorno nei cantici evangelici della Liturgia delle Ore.

Nelle Lodi mattutine proclamiamo con Zaccaria «la bontà misericordiosa del nostro Dio» che viene come una visitazione «dall’alto» (Lc 1,78); la visitazione che la vecchia Gerusalemme non ha riconosciuto (Lc 19,44).

Nei Vespri cantiamo con Maria che questa visitazione della bontà misericordiosa di Dio significa il rovesciamento dei potenti e l’innalzamento degli umili (Lc 1,52). Questo anticipa alcune delle persone che incontriamo solo nel Vangelo di Luca: il Figlio Prodigo, il povero Lazzaro, e il Buon Ladrone crocifisso con Cristo.

Finalmente, nella Compieta preghiamo con Simeone, ringraziando Dio per la salvezza che si apre come luce per le genti. E nelle braccia di Simeone la visitazione della bontà misericordiosa di Dio ha un nome—Gesù—lui che è la gloria del popolo di Israele (Lc 2,32)

3.10.14

San Francesco

“Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così.”

Come sappiamo bene, così inizia il Testamento di San Francesco.  Io rimango colpito ogni volta che leggo queste parole. Quando Francesco si mette a raccontare la sua propria storia, la prima persona che incontriamo non è Francesco, ma il Signore: Il Signore dette a me. Non può  raccontare la sua vita senza prima testimoniare la grazia di Dio. Per Francesco, non c’era una storia della conversione o la vocazione di Francesco, ma una storia della grazia di Dio in cui Francesco ha partecipato.

Preghiamo che anche per noi, le nostre vite diventino innanzitutto storie della grazia di Dio, che arriviamo al punto dove non possiamo comprendere noi stessi senza testimoniare il Signore.

8.9.14

Natività della Beata Vergine Maria

Per la festa della sua nascita, forse potremmo salutare la Beata Vergine Maria con le parole del nostro santo padre Francesco:

Ave, Signora, santa regina santa genitrice di Dio, Maria, 
che sei vergine fatta Chiesa ed eletta dal santissimo Padre celeste, 
che ti ha consacrata 
insieme con il santissimo suo Figlio diletto 
e con lo Spirito Santo Paraclito; 
(Saluto alla Beata Vergine Maria)

Come lei è la Vergine fatta Chiesa, il Signore ci dia la grazia di essere una Chiesa verginale, senza ispirazione se non concepita dello Spirito Santo, senza motivo se non per l'incarnazione della Parola di Dio nel mondo.

9.8.14

Camminando Sulle Acque

(XIX Domenica, A)

Non è facile vivere da cristiano. Basta pensare di nostri fratelli e sorelle in Iraq che stanno soffrendo persecuzione in questi giorni. Dobbiamo pregare per loro. Ma anche per noi il mondo non è molto amico di una persona che vuole essere fedele a Dio!

Qualche volta ci troviamo, nelle nostre vite personale e anche come chiesa, come la barca nel vangelo oggi, agitata dalle onde e del vento. Ma la buona notizia per noi oggi è che Gesù viene, camminando in mezzo alle onde di questo mondo, per darci la capacità di fare lo stesso.

In Gesù, Dio vuole condividere con noi la sua libertà perché siamo liberi dal peccato e da ansietà. Ma dobbiamo chiedere questa grazia! Dobbiamo dire a Gesù, con Pietro, «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque.» Questa e la nostra vita di preghiera; chiedere da Dio la forza necessaria, ogni giorno, per camminare sulle acque pericolose di questo mondo, e anche dei nostri propri cuori.

Qualche volta, con l’aiuto di grazia,  riusciamo a camminare sulle acque. Ma anche qualche volta abbiamo paura e come Pietro cominciamo ad affondare. Quando questo succede, basta dire, anche con Pietro, «Signore, salvami!» Subito Gesù stenderà la mano per afferrarci.

Questo è proprio ciò che accade qui nella Santa Messa. Noi preghiamo e poi Gesù viene in mezzo a noi nel suo corpo e nel suo sangue. La santa comunione è la mano di Gesù stesa a noi per renderci saldi sulle acque di nostre vite e di questo mondo.

Riceviamo pertanto la santa comunione con devozione e accogliamo con gioia la grazia di camminare in modo sereno in mezzo alle difficoltà e le persecuzioni di questo mondo.

21.4.14

Pasquetta

Lunedì fra l’Ottava di Pasqua

Pur essendo lunedì nel calendario, la liturgia ci ricorda che oggi è ancora la domenica, la gran domenica della Risurrezione del Signore. L’Ottava di Pasqua prolunga questa domenica per otto giorni, fino alla sera della prossima domenica nel calendario, quando Gesù viene in mezzo di discepoli e soffia su loro il potere dello Spirito Santo e il dono di perdonare i peccati.

Per adesso, tuttavia, è soltanto il secondo giorno nell’Ottava, è per questo è ancora mattino. È ancora il momento dell’annuncio semplice, «Cristo è risorto!» e di meravigliarsi. In questo mattino della nuova creazione, che noi andiamo con le sante donne a dare l’annuncio della Risurrezione, con fiducia che anche noi incontreremo il Risorto sul cammino.

25.1.14

Pescatori Pescati

III Domenica, A

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Da questo, l’evangelista procede subito a la chiamata di Pietro e Andrea come pescatori di uomini. Perché?

Perché non basta che Gesù di Nazareth, solo, come uomo storico, predica il regno di Dio. Il regno di Dio verrà predicato dal Corpo di Cristo intero, come la Chiesa trascorrendo i secoli, e per questo Gesù deve chiamare gli apostoli su quali egli fonderà la sua Chiesa.

Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni sono stati chiamati come apostoli, come predicatori. E il regno di Dio richiede tali predicatori, perché come dice San Paolo, la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Dio. (Rm 10,17) Come l’inizio della Chiesa, del Corpo di Cristo mistico, Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni predicheranno, fino al loro martirio, lo stesso messaggio: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino. Proprio in questo senso, loro sono chiamati come pescatori di uomini.

Il regno di Dio richiede che le persone vengono pescate per Cristo. Questa pesca è la salvezza, quando, grazie alla predicazione apostolica, noi siamo pescati, come dice Thomas Merton, da quel mare di bugie e di passioni chiamato «il mondo». (Nuovi Semi di Contemplazione, 50) Che anche noi veniamo pescati e diventiamo pescatori pescati!

Predicando ai neofiti, sant’Agostino ci ricorda che nella santa eucaristia, riceviamo ciò che siamo. (discorso 272)  Noi siamo il Corpo di Cristo, la Chiesa che estende la presenza di Gesù nel mondo. E cosa fa il Corpo di Cristo? Il Corpo di Cristo, come Gesù, predica la conversione, perché il regno di Dio è vicino. Attorno a quest’altare, che noi diventiamo il Corpo di Cristo, un Corpo che predica, un Corpo che fa la pesca di uomini che è la salvezza del mondo.