28.11.13

La Santità Francescana

(Tutti i Santi dell’Ordine Serafico)

All’inizio del mese abbiamo celebrato la solennità di Tutti i Santi. Oggi, celebriamo Tutti i Santi dell’Ordine Serafico. Forse pochi di noi verranno canonizzati, ma si spera che tutti noi vogliamo diventare santi. Proprio per questo, speriamo che oggi diventi, un giorno, la festa di ciascuno di noi.

Non a caso, il 29 Novembre è anche l’anniversario della lettera Solet annuere, con la quale papa Onorio III confermò la nostra Regola, 790 anni fa.

Questa celebrazione della festa di Tutti i Santi dell’Ordine Serafico – e la Regola di quelli che appartengono al Primo Ordine – suggerisce che c’è una santità proprio francescana. Ma che cosa è la santità francescana?

Quando il nostro santo padre san Francesco scrive la storia della sua vita, della sua conversione, il primo personaggio che incontriamo non è Francesco, ma il Signore. Questo è importante. «Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così…» (Testamento, 1)

Questa è la santità francescana; lasciarci condurre dal Signore a fare penitenza. E che cosa è la penitenza per noi e in questo senso? Come dice l’inizio del capitolo I della Regola Non Bollata: «vivere in obbedienza, in castità, e senza nulla di proprio, e seguire l’insegnamento e le orme del Signore nostro Gesù Cristo…» (I:1)

Per l’intercessione di tutti i santi dell’Ordine Serafico, Dio ci dia la grazia di lasciarci condurre in queste orme. Sulla strada verso la nostra festa in eternità, facciamo questo, come Francesco dice a frate Leone, «con la benedizione del Signore Dio» e con la «obbedienza» del nostro serafico Padre.

1.11.13

Purgatorio

(Commemorazione di tutti i fedeli defunti)

Liturgicamente, oggi è una commemorazione, ma secondo me, oltre la «commemorazione di tutti i fedeli defunti», oggi è una celebrazione della misericordia di Dio e la speranza umana.

Parlo così perché oggi ci ricorda di una dottrina piena di misericordia e speranza, quella di purgatorio. Se i fedeli defunti sono già arrivati in cielo, loro giorno era ieri, e loro devono pregare per noi, non noi per loro. E se qualcuno si trova nel inferno, le occasioni di preghiera sono finite.

Quindi, pregare per i fedeli defunti significa che c’è qualcosa come Purgatorio.

La dottrina di Purgatorio vuol dire che anche se non riusciamo a diventare santi durante questa vita terrena, Dio ha fornito un mezzo per fare santi di noi anche dopo la nostra morte. Che umiltà sublime, la misericordia di Dio.

Preghiamo per loro che si trovano in questo pellegrinaggio di Purgatorio, sapendo che Dio ci estenderà anche a noi, dopo la nostra morte, la misericordia di questo programma di «formazione permanente».