27.7.13

Grano e Zizzania

(Mt 13: 24-30)

È la nostra tristezza trovarci spiritualmente, allo stesso tempo, persone cattive e persone buone, forse non grandi peccatori ma neanche ancora santi.

Siamo come il campo nel vangelo dove crescono insieme il buon grano con la zizzania piantata dal nemico e come dice il vangelo, qualche volta è difficile discernere l’uno dall’altro.

Ma la nostra speranza è la parola del Signore quando dice che nell’ultima raccolta, la zizzania viene bruciata e il grano viene raccolto per la vita eterna.

13.7.13

Il Buon Samaritano (XV Domenica, C)

La parabola del buon samaritano ci presenta una bella immagine della nostra salvezza.

Ci troviamo caduti, feriti, mezzo morti nei nostri peccati.  In questa condizione la nostra anima cerca qualche salvezza. Poi passano tante cose che non possono salvarci; la legge, le strutture della religione, e nel senso di opere umane, anche la preghiera, la spiritualità, la liturgia. Qualche volta abbiamo messo la nostra speranza in tale cose, ma per niente.

Finalmente, viene un straniero, qualcuno della terra lontana del cielo, Gesù Cristo. Versando l’olio e il vino dei suoi sacramenti del battesimo e dell’eucaristia, lui prende cura delle nostre ferite.

Poi, ci carica sulla sua propria bestia, cioè la sua umanità che lui ha preso in prestito da noi attraverso il consenso di Maria, e ci porta nell’ albergo, cioè la Chiesa, lasciando il pegno dello Spirito Santo per sostenerci fino alla sua venuta, quando ci porterà con sé in cielo.

Ed ecco la risposta alla domanda, chi è il mio prossimo? Veramente, è proprio Gesù che è nostro prossimo. Andiamo e facciamo allo stesso modo. Perché Gesù ci insegna che la domanda giusta non è, chi è il prossimo che devo amare, ma come posso essere io un prossimo del mio fratello.

4.7.13

Fraternità

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». (Mt 9: 1-2)

Gesù ha guarito il paralitico non dopo aver visto la sua fede, ma dopo aver visto la fede di loro che l’avevano portato—una fede fatta visibile proprio nel portare il loro amico davanti a Gesù. Ecco una immagine della vera fraternità.

E se ci sia un fratello così paralizzato in mezzo a noi, avremmo tale fede?