8.9.12

Ventitreesima Domenica (B)

Come sapete, io sono qui da voi come studente della lingua italiana. Qualche volta, è un impegno abbastanza faticoso. Non è facile imparare una lingua, ogni giorno provando a parlarla ma sempre sbagliando qualcosa.

Però, ci sono vantaggi che vengono da questa condizione, da quest'ignoranza. Per esempio, non posso dire parole cattive. Non posso dirle, perché non so quale sono. E quindi, sono sicuro da un tipo, almeno, di peccato.

Penso che la maggior parte dei peccati piccoli, dei peccati quotidiano, sia peccati che commettiamo con la voce, con le parole. Ci sono parole senza carità, bugie, bestemmie, pettegolezzi, e altre cose.

San Paolo scrive ai Efesini (4,29) : "Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un'opportuna edificazione, giovando a quelli che ascoltano." Ogni volta che non facciamo così, siamo come l'uomo nel Vangelo oggi, chi era senza voce.

La dottrina del mistero della Santa Trinità ci insegna che da eternità, la Parola chi è Dio esce dalla voce del Padre. Creati a immagine della Santa Trinità, anche noi abbiamo una voce--una voce creata per pronunciare le parole di Dio.

Come Gesù toccò la lingua dell'uomo nel Vangelo oggi per darlo la sua propria voce, Gesù tocca le nostre lingue nella santa communione, per darci le voci che possono dire, come dice San Paolo, "le parole buone che possano servire per un'opportuna edificazione."

Riceviamo oggi il tocco di Gesù, chi vuole aprire le nostre bocche per la preghiera e la carità.

1 commento:

  1. Meno male. Ti ho trovato :D

    Devi mettere un link nel altro blog per gli altri.

    Di nuovo: bentrovato!


    -Lou

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