15.9.18

Fede e Opere

XXIV Domenica, B

Nella seconda lettura oggi abbiamo un brano famoso dalla Lettera di San Giacomo:

A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? (2, 14)

Entriamo così nella storia spinosa della questione di fede e le opere. Come sappiamo, era una delle faccende grandi della cosiddetta Riforma protestante. Sappiamo inoltre che la Lettera di San Giacomo non piacque a Martin Lutero; lui che diceva sola scriptura la chiamò una lettera di paglia.

La prima cosa da dire sulla questione di fede e opere è che la salvezza non viene dalle opere. Non c’è nulla che potremmo fare per guadagnare né meritare la salvezza che abbiamo in Cristo. La salvezza è una gratuità, un dono che viene dalla bontà infinita di Dio, e la riceviamo noi non perché siamo buoni ma malgrado che siamo peccatori. Siamo salvi perché Dio è buono, e nonostante la nostra relativa bontà o cattiveria.

25.8.18

Massimo Amore

XXI Domenica, B

Molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».

Ma quale parola?

Si tratta della parola di Gesù che abbiamo sentito Domenica scorsa …

In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.

21.7.18

Fede, Speranza, e Carità

XVI Domenica, B

All'inizio della Messa, abbiamo pregato la colletta:

Sii propizio a noi tuoi fedeli, Signore,
e donaci i tesori della tua grazia,
perché, ardenti di speranza, fede e carità,
restiamo sempre fedeli ai tuoi comandamenti.

La nostra fedeltà ai comandamenti di Dio dipende dall'ardore, dalla vivacità della nostra fede, la nostra speranza, e la nostra carità.

Sono le virtù teologali. Teologali perché riguardano Dio, e perché ci fanno capaci di vivere in relazione con la Santissima Trinità.

Cos'è una virtù?

3.3.18

Il Tempio Del Suo Corpo

III Quaresima, B

«Ma egli parlava del tempio del suo corpo.»

Cos’è un tempio? Un tempio è un posto stabilito per sacrifici. Per il Popolo di Dio nel tempo di Gesù, il Tempio in Gerusalemme era il centro del loro mondo religioso. Ogni anno, nel tempo di Natale, ascoltiamo come la Santa Famiglia salirono a Gerusalemme per presentare il Bambino Gesù e offrire sacrifici per lui. (Andare a Gerusalemme è sempre una salita – si tratta di un senso spirituale.)

5.1.18

La Luce

Epifania

Àlzati, rivestiti di luce, è la richiama dal profeta Isaia, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Anche se a volte questo mondo può sembrare tenebroso, oggi ci rallegriamo nella rivelazione del Cristo, la vera luce.

Il tempo di Natale è pieno del tema di luce. Le luci sono la decorazione natalizia per eccellenza, come si vede sia in chiesa che sulla strada. Il tema natalizio della luce inizia con la proclamazione del vangelo della Santa Messa del giorno di Natale,

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

7.12.17

Immacolata Concezione

Mi piace tanto questa solennità, perché, secondo me, l’Immacolata Concezione è una celebrazione davvero escatologica.

Cercherò di spiegarmi con le mie poche parole di italiano.

Forse possiamo domandarci come è possibile che la Vergine Maria godeva della salvezza che viene dalla Passione, morte, e Risurrezione di Cristo prima di questi avvenimenti.

Questa domanda ci fa entrare nella verità: la dottrina dell’Immacolata Concezione ci mostra che la grazia e la salvezza della Risurrezione non è qualcosa storica, ma qualcosa di eternità. Infatti, la novità della Risurrezione è che, in Cristo Risorto, un evento che appartiene alla fine della storia e alla fine del mondo si è fatto un evento in mezzo alla storia umana. La Risurrezione è la rivelazione del nostro destino eterno, rivelato nel tempo per la nostra speranza e per attirarci a Dio.

Perché la storia della salvezza non è che Dio ha creato Adamo e Eva, li ha messo nel giardino e poi, dopo il loro peccato la Santissima Trinità si è incontrata dicendosi,

Allora, la creazione è caduta; cosa possiamo fare aggiustare la situazione? Ah, lo sappiamo … tu, Verbo, vai in terra, ti farai carne, ti farai sacrificio, ecc. e la creazione verrà salvata.

No. La grazia della venuta di Cristo è stata con noi dall'inizio; infatti, la creazione esiste proprio perché il Verbo fatto uomo le venga incontro. Come preghiamo spesso nei vespri, tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. (Col, 1, 16)

Quindi, anche l’umanità e stata creata in vista della volontà di Dio di unirci, in Cristo, alla vita beata e creatrice della Santissima Trinità.

Con un privilegio speciale, la Vergine Maria gode di questa grazia, di questo destino, fin dal primo istante del suo concepimento e per questo, lei diventa per il mondo l’aurora della salvezza che sarà compiuta in Cristo Risorto. Celebriamo oggi quest’aurora della nostra salvezza, la rivelazione occulta della Risurrezione nell'Immacolata Concezione della Vergine Maria.

7.10.17

La Vigna del Signore

XXVII Domenica, A

Cari fratelli e sorelle, per la terza Domenica ci troviamo nella vigna del Signore. E meno male, perché è una immagine bella e ricca per noi amati da Dio e piantati in modo speciale nella vigna come anime consacrate.

Ogni anno, io rimango colpito della bella descrizione della vigna del Signore scritta da uno dei martiri di Corea, che si legge nella Liturgia delle Ore nel giorno della loro festa:
«Guardate l'agricoltore che semina nel campo: a tempo opportuno ara la terra, poi la concima e stimando un niente la fatica portata sotto il sole, coltiva il seme prezioso. … Similmente ha fatto il Signore con noi: la terra è il suo campo, noi uomini i germogli, la grazia il concime. Mediante la sua incarnazione e redenzione egli ci ha irrigato con il suo sangue, perché potessimo crescere e giungere a maturazione.» (Sant'Andrea Kim Taegon, prete e martire di Corea)
Come anime piantate nella vigna del Signore, egli ci ha irrigato con il suo sangue, perché potessimo crescere.