17.3.17

Sposata

III Quaresima, A

È ovvio che le letture oggi ci invitano a riflettere sul simbolo dell’acqua: Nella prima lettura Mosè disseta il popolo nel deserto con l’acqua dalla roccia – e come dice San Paolo, quella roccia era il Cristo (1 Corinzi 10,4). Nel vangelo Gesù guida la donna samaritana in un processo di illuminazione per scoprire l’acqua viva che diventa in noi una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna.

È giusto che noi riflettiamo su quest’acqua viva perché lo scopo di questo tempo forte di Quaresima è che la Chiesa accompagni coloro che si preparano per il battesimo a Pasqua, e anche noi, che siamo già battezzati, ci prepariamo per il rinnovo della grazia e delle promesse del nostro battesimo.

Allora. Per apprezzare bene la profondità e la bellezza del vangelo che abbiamo oggi, quello della donna samaritana, ci sono delle cose da notare.


Prima di tutto, il pozzo. Nella Bibbia è qualcosa ben nota incontrare una donna al pozzo. Precisamente, è al pozzo che qualcuno trova la sua moglie. Giacobbe ha incontrato Rachele al pozzo, come nel stesso modo Mosè ha conosciuto Zippora. Anche Rebecca, la moglie di Isacco, è stata trovata al pozzo.

Quindi questa scena di Gesù e la donna samaritana al pozzo, se leggiamo nel linguaggio della Bibbia, si tratta dell’inizio di un matrimonio; è Gesù Cristo cercando la moglie. Ma non nel senso di un matrimonio umano. Invece, questo vangelo è il matrimonio tra la grazia di Dio apparsa in Gesù Cristo e le nazioni che questa donna straniera raffigura.

Sì. Dato che la maggioranza di noi non sono ebrei, siamo figli spirituali di questo matrimonio di Gesù Cristo e le nazioni. Nel Cristo, diventiamo il Popolo Eletto e siamo introdotti nella grazia delle alleanze che Dio ha fatto con Noè, Abramo, Mosè, e Davide.

Questa introduzione alla grazia di Dio è il processo di illuminazione in cui Gesù invita la donna samaritana, affinché lei riconosca l’acqua viva che Dio vuole ravvivare dentro di lei. E per mezzo della fede, la preghiera, e i sacramenti, Dio ci attira nello stesso modo, perché l’acqua del nostro battesimo ravvivi in noi e zampilli per la vita eterna.

C’è un altro dettaglio importante da notare. L’evangelista nota che Gesù e la donna samaritana si incontrano circa mezzogiorno. Ma non si va al pozzo verso mezzogiorno quando fa caldo. Di solito le donne prendevano acqua la mattina, per averla per tutte le necessità della casa e della famiglia, per preparare il pranzo, ecc.

Ma la donna samaritana voleva evitare le altre. È perché? Come lei stessa dice, aveva avuto cinque mariti e adesso abita con il suo sesto uomo. E come sappiamo, allora come adesso, la gente parla. Quindi, probabilmente lei viene al pozzo verso mezzogiorno per evitare la chiacchiere. Purtroppo, lei si vergogna di andare insieme con le altre donne.

La fine e il grande momento del processo in cui Gesù illumina lo spirito della donna e quando lei confessa che sapeva che deve venire il Cristo [e] quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa. Poi Gesù si identifica come questo Cristo: Le dice Gesù «sono io, che parlo con te.»

E sappiamo che lei in qualche modo era giunto alla fede in Gesù il Cristo, perché lei si rivolge a Gesù con il vocativo del titolo kyrios, kyrie, come noi preghiamo ogni tanto, kyrie eleison. E questo kyrie è tradotto qui come signore, ma vuol dire non solo signore, ma il Signore.

Poi, dopo questa seduta di 'direzione spirituale' con Gesù, cosa fa la donna? Il vangelo dice che lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?»

Lei non si vergogna più. Sta parlando con la gente apertamente, invitandola a incontrare Gesù. E perché non si vergogna più? Perché dopo tante difficoltà, nel senso spirituale, lei ha trovato il marito perfetto, quello settimo, Gesù Cristo. Come sappiamo, il numero sette nella Bibbia ha un senso di pienezza e perfezione, come, per esempio, i sette giorni della creazione.

In tutto questo, la donna samaritana prende il nostro posto in quanto lei rappresenta la Chiesa, la sposa di Gesù Cristo, nel compimento della profezia di Isaia: come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te. (62, 5)

Dunque, rallegriamoci, perché siamo i figli amati di questo mistico matrimonio concepito nel cuore di Dio. Siamo membri della Chiesa, la sposa amata di Gesù Cristo, in cui l’acqua viva zampilla per la vita eterna.

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