5.5.17

In Crisi

(Giovanni 6,60-69)

Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.

È impressionante che dopo una settimana piena di insegnamento profondo e bellissimo sul Pane di Vita, il discorso finisce così.

Ma anche fa parte di un tema importante per San Giovanni. La venuta di Gesù Cristo nel mondo impone una scelta, anzi una crisi sull’umanità.  Credere, oppure no.

Infatti, nel terzo capitolo, quando Gesù dice a Nicodemo,

«E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre.»

La parola tradotta come giudizio è krisis nel greco.

Dunque, anche noi ci troviamo in crisi. Davanti all’invito di Gesù, tutti hanno qualcosa dentro che dice,

«Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?»

Tutti hanno qualche parte dell’anima che preferisce le tenebre.

Ma possiamo pregare con il nostro padre San Francesco,

Altissimo, glorioso Dio,
illumina le tenebre de lo coro mio.

Affinché possiamo confessare con San Pietro,

«Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio.»

22.4.17

Mio Signore e mio Dio

II Pasqua, A

Celebriamo oggi la seconda Domenica di Pasqua, detto anche l’Ottava di Pasqua. L’Ottava perché la Pasqua è una festa così importante che nella liturgia della Chiesa il giorno festivo dura otto giorni nel calendario. Quindi, nella preghiera della Chiesa, i giorni dalla Domenica della Risurrezione fino ad oggi, incluso, formano un solo giorno festivo, una grande festa.

Per questo, come Domenica scorsa, Domenica della Risurrezione, ci trovavamo alla tomba all’alba del giorno, ora ci troviamo alla sera dello stesso giorno, con i discepoli che hanno un’esperienza del Cristo Risorto. Ma, come dice il vangelo, quella sera il nostro poverino Tommaso non era con loro.

Poi il vangelo continua e parla della prossima Domenica e allora Tommaso è presente.

Secondo me, Tommaso non è furbo o cattivo. Voleva soltanto vedere ciò che gli altri avevano visto. Ma oltre, lui voleva essere sicuro che quello che hanno visto gli altri discepoli era lo stesso Gesù che lui ha conosciuto durante la sua vita terrena. Per questo Tommaso voleva vedere e toccare i segni dei chiodi e mettere la mano nel suo fianco, per sapere che questa nuova presenza fosse lo stesso Gesù.

La storia d’arte – e anche il nostro foglietto qui! – ci lascia l’idea che Tommaso infatti ha toccato le piaghe del Signore, ma possiamo notare che il vangelo non dice questo. Sì, il Signore parla a Tommaso, invitandolo a esaminare le sue piaghe, ma basta solo queste parole del Signore Risorto indirizzate a lui, e Tommaso lo riconosce subito. La vera presenza del Risorto, colui che chiama il suo discepolo per nome, porta la sua propria certezza, e Tommaso dice subito, «Mio Signore e mio Dio!»

Abbiamo visto lo stesso processo con Maria Maddalena alla tomba. Cristo Risorto è presente a lei, ma lei pensa che fosse il giardiniere. Ma quando Gesù la chiama per nome, «Maria», subito lei lo riconosce e dice «Rabbunì», che vuol dire caro maestro.

L’invito per noi è lo stesso: Siamo invitati alla fede, a credere che Dio è con noi, e che questa divina presenza è lo stesso Gesù Cristo di cui sentiamo ogni settimana nelle Scritture che leggiamo qui nella Santa Messa. Poi siamo invitati a credere che il Corpo e Sangue di Cristo che riceviamo qui nell’Eucaristia è lo stesso Cristo Risorto che è venuto in mezzo ai discepoli e ora viene in mezzo a noi.

Questo è proprio il mistero pasquale; nei sacramenti la Presenza del Cristo Risorto si estende attraverso la storia, facendo una comunione di fede per mezzo del battesimo e dell’Eucaristia. In questo senso, la Chiesa, come sacramento universale di salvezza, fa disponibile la presenza del Signore Risorto attraverso i tempi e i luoghi.

Quindi, noi battezzati celebriamo l’Eucaristia, in cui siamo invitati a riconoscere di nuovo, ogni Domenica, la presenza del Cristo Risorto nelle Sacre Scritture che leggiamo e specialmente nel suo Corpo e il suo Sangue che riceviamo come Santa Comunione. Il Corpo di Cristo che riceviamo qui come sacramento è lo stesso corpo che è apparso ai primi discepoli, ancora segnato dalla sua Passione, ma adesso risorto come primizia della nuova creazione.

Preghiamo che anche per noi, come era per Tommaso, questa presenza del Cristo Risorto porti la sua propria certezza e ci ispiri a dire, “Mio Signore e mio Dio.”

25.3.17

Ora Ci Vedo

IV Quaresima, A

Il vangelo e le altre letture e preghiere della Messa domenicale oggi ci invitano a riflettere sulla vera vista, su come si vede bene le cose. E vedere bene noi stessi, gli altri, e anche Dio stesso vuol dire essere capace di vedere secondo Dio.

Iniziamo con la prima lettura. Samuele, come profeta, aveva il compito di eleggere il nuovo re. Dio lo manda da Iesse il Betlemmita per trovare il candidato giusto. Quando Samuele arriva alla casa di Iesse, lui sta per agire in un modo tutto normale. Sta per eleggere Eliàb, figlio di Iesse, il fratello maggiore, cioè quello maturo e con l’esperienza più grande della vita. Scegliere un leader in questo modo è tutto normale.

Ma Dio interviene e Dio corregge Samuele, dicendo: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l'ho scartato, perché non conta quel che vede l'uomo: infatti l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore».

17.3.17

Sposata

III Quaresima, A

È ovvio che le letture oggi ci invitano a riflettere sul simbolo dell’acqua: Nella prima lettura Mosè disseta il popolo nel deserto con l’acqua dalla roccia – e come dice San Paolo, quella roccia era il Cristo (1 Corinzi 10,4). Nel vangelo Gesù guida la donna samaritana in un processo di illuminazione per scoprire l’acqua viva che diventa in noi una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna.

È giusto che noi riflettiamo su quest’acqua viva perché lo scopo di questo tempo forte di Quaresima è che la Chiesa accompagni coloro che si preparano per il battesimo a Pasqua, e anche noi, che siamo già battezzati, ci prepariamo per il rinnovo della grazia e delle promesse del nostro battesimo.

Allora. Per apprezzare bene la profondità e la bellezza del vangelo che abbiamo oggi, quello della donna samaritana, ci sono delle cose da notare.

11.2.17

Gesù Approfondisce

VI Domenica, A

Bene. Abbiamo un sacco di cose nel vangelo oggi. È una vera collezione degli insegnamenti morali di Gesù che fanno parte del Discorso della Montagna nel Vangelo di San Matteo.

Non penso che sia possibile parlare di tutto in modo adeguato. Ma forse possiamo cercare qualche filo che unisce questi detti di Gesù.

Iniziamo con il ritornello con cui Gesù introduce un insegnamento: «Avete inteso che fu detto agli antichi … Ma io vi dico …»

Questo significa che Gesù dà un nuovo comandamento tramite un approfondimento della dottrina che già esisteva.

4.2.17

Risplendere e Custodire

V Domenica, A

«Voi siete il sale della terra … voi siete la luce del mondo.»

Così il Signore Gesù – dopo le Beatitudini, all’inizio del Discorso della Montagna – descrive ai suoi discepoli la loro identità e il loro compito in questo mondo.

Prendiamo in primo luogo la luce.

7.1.17

Battesimo del Signore

(Battesimo del Signore, A)

Giovanni Battista predicava “il giudizio che stava per venire” e offriva un battesimo per il perdono dei peccati come segno di conversione.

Quando Gesù chiede questo battesimo, è facile per noi capire perché Giovanni, all’inizio, voleva impedirglielo.

Perché Gesù Cristo, in tutto simile a noi fuorché nel peccato, dovrebbe essere battezzato? Aveva bisogno, lui, di pentirsi?